Presentazione di AR MAGAZINE 121

Data evento: 7 Dicembre 2019 - Dalle ore 14:00 alle 14:50
Luogo: Sala Vega, Roma Convention Center – La Nuvola
Categoria: /

Presentazione di:

AR MAGAZINE – Rivista dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia

Roma sognata. Gli archivi di architettura dal Nolli alle nuove poetiche radicali

Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”.

7 dicembre 2019, ore 14:00 – 14:50, Sala Vega, Roma Convention Center – La Nuvola.


Programma:

Ore 14:00 – Introduzione AR MAGAZINE numero 120

“Roma sognata. Gli archivi di architettura dal Nolli alle nuove poetiche radicali”

Marco Maria Sambo – Direttore di AR Magazine e di Architetti Roma edizioni

Ore 14:15

“Archivi di architettura. La grande bellezza italiana”

Flavio Mangione – Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia

Ore 14:30

“Archivio, opera, progetto. Relazioni e prospettive”

Erilde Terenzoni – Referente Archivi dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia

Ore 14:45

“La produzione del Magazine dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia”

Silvio Salvini – Presidente Architetti Roma edizioni

Ore 14:50

Conclusioni

Il numero 121 di AR Magazine – Rivista dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia, sviluppa le tematiche emerse in occasione dei convegni sugli archivi che si sono svolti alla

Casa dell’Architettura di Roma nel 2019. Oggi l’indagine sugli archivi di architettura rappresenta la base per qualsiasi ragionamento progettuale e operativo.

Per questo le attività di formazione permanente dell’Ordine Architetti Roma si sono concentrate, tra le varie iniziative, anche sullo studio del patrimonio archivistico che rappresenta la chiave di lettura per comprendere tanto il passato quanto il contemporaneo.

La rivista OAR intende sviluppare con questo numero i temi di queste conferenze, andando oltre, per elaborare un percorso di indagine su Roma sognata, dal Nolli alle nuove poetiche radicali, attraverso l’analisi storica e le prospettive per il futuro. Da questa lettura emerge che lo studio degli archivi non rappresenta solamente materia di indagine sul passato, ma strumento operativo per la professione. Da un punto di vista editoriale sono stati individuati alcuni livelli strutturali principali: Letture d’Archivio, con le ricostruzioni dei principali fondi archivistici coinvolti dall’Ordine Architetti Roma durante i convegni; Articoli, con testi di approfondimento su tematiche legate agli archivi di architettura con particolare attenzione alla Capitale; Visioni, con scritti che costruiscono focus sulle peculiarità immaginifiche dei fondi d’archivio e che spesso prefigurano scenari per il prossimo futuro; Interviste, con le domande che aiutano a entrare nel merito di alcune cruciali questioni sulle vicende romane e sugli aspetti salienti dell’universo archivistico nazionale e internazionale.

Sono numerose le illustri realtà che hanno contribuito alla elaborazione delle conferenze svoltesi alla Casa dell’Architettura e che hanno consentito di costruire le fondamenta di questo numero del Magazine.

 

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Archivi romani, archivi italiani, archivi internazionali

La struttura di questo numero della rivista parte da Roma e ricostruisce attraverso gli archivi romani l’essenza di una visione sognata per la città eterna, unica al mondo e piena di speranze. Così emerge dagli illustri archivi coinvolti: l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, con un articolo di Manuela Cacioli; l’Archivio Centrale dello Stato, con gli interventi di

Micaela Procaccia, Flavia Lorello, Nadia De Conciliis; l’Archivio Capitolino, con Monica Capalbi; l’Archivio Segreto Vaticano, con Luca Carboni; l’Archivio della Camera dei Deputati; l’Archivio dell’Accademia Nazionale di San Luca e di A.A.M. Architettura Arte Moderna, con l’intervista a Francesco Moschini; l’Archivio del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, con l’articolo di Margherita Guccione; l’Archivio del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, con il contributo di Paola Pettenella; lo CSAC – Centro Studi e Archivio della

Comunicazione dell’Universita di Parma, con Francesca Zanella; l’Archivio della Fondazione FS Italiane, grazie al contributo di Ernesto Petrucci e Ilaria Pascale; l’Archivio storico de La Biennale di Venezia, con l’intervista a Debora Rossi; gli Archivi dell’Ecole polytechnique federale di Losanna, con l’articolo di Salvatore Aprea. Importanti sono inoltre le relazioni della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, grazie al contributo di Monica Grossi; e del Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma, con l’articolo di Rocco Maio. Queste realtà accentuano il fatto che il sogno dell’architettura è funzionale ad avere – oggi – una sostanziale operatività professionale.

 

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Archivi privati, grandi maestri del ’900, centri studi e interviste internazionali

In questa elaborazione emergono figure decisive per valutare la storia dell’architettura nel corso del ’900 fino ai nostri giorni. Il contributo degli archivi privati risulta quindi fondamentale per intraprendere qualsiasi tipo di analisi storico critica. In questa direzione abbiamo chiesto i contributi di importanti archivi: l’Archivio Moretti Magnifico, con l’articolo di Tommaso Magnifico; i rendering dei progetti di Giuseppe Terragni ed il materiale relativo all’Arco dell’E42,

grazie al supporto del CE.S.A.R. – Centro Studi Architettura Razionalista e grazie all’Archivio Centrale dello Stato; l’Archivio Julio Lafuente; l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e le fotografie di Stefano Del Monte per l’analisi storica di Bianca Coggi sulla città morandiana di Colleferro in provincia di Roma; l’Archivio Nervi, grazie alle immagini del Museo MAXXI, con le rielaborazioni originali dello studio Archa di Francesca Cicinelli e Andrea Gallo; l’Archivio privato dello Studio Perugini, con le tematiche critiche sviluppate sulla figura di Piranesi grazie all’intervento di Raynaldo Perugini; l’Archivio Monaco-Luccichenti, con l’articolo di Paolo Melis e il contributo di Edoardo Monaco. Abbiamo anche chiesto ad alcune delle più prestigiose realtà romane e italiane di aiutarci in questo studio e abbiamo coinvolto: DOCOMOMO Italia Onlus, con il contributo di Rosalia Vittorini; il Centro Studi Giorgio Muratore con l’articolo di Antonio Schiavo che ci ha permesso di studiare e ricordare Giorgio Muratore, architetto romano, critico e storico dell’architettura, una delle personalità più significative del dibattito sull’architettura degli ultimi decenni. Attraverso una interessante intervista abbiamo inoltre chiesto il parere – su Roma, sulla storia e sugli archivi di architettura – ad uno dei più importanti architetti viventi che ha segnato, con i suoi progetti e con le sue lezioni di architettura, la storia della nostra disciplina: Herman Hertzberger.

 

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Articoli, visioni, fotografie, tendenze e nuove poetiche del contemporaneo

In questo lungo percorso che ricostruisce la storia e che mette in particolare l’accento su Roma, sui suoi sogni e sulle sue speranze, abbiamo fortemente voluto arrivare fino all’oggi, studiando tendenze ed estetiche artistico progettuali del contemporaneo, fino alle nuove poetiche radicali. Per fare questo abbiamo coinvolto: l’Universita di Portsmouth in Inghilterra con i lavori radicali su Roma, con l’articolo di Alessandro Melis e Antonino Di Raimo; abbiamo poi chiesto a numerosi autori di oggi di inviarci alcuni dei loro lavori artistici per valutare i diversi linguaggi compositivi, come nel caso di Carmelo Baglivo, Fabio Barilari, Enrico Casini, Nest Vandenken, Massimo Gasperini, Pasquale Iaconantonio,

Valerio Recchioni; confrontando tali estetiche con l’approccio visionario e radicale di Superstudio negli anni ’60, grazie alle immagini forniteci dagli archivi del MAXXI; approfondendo alcuni aspetti immaginifici di Roma, tra architettura e città, con le visioni di Carlo Prati; valutando le occasioni perse della capitale con l’articolo di Luigi Prestinenza Puglisi; passando per la critica cinematografica su Roma, dal neorealismo a oggi, con il testo di Gabriele Niola; studiando alcune delle grandi architetture romane con le fotografie di Moreno Maggi e Vincenzo Labellarte; incominciando il percorso di studio, all’inizio del numero, con una significativa foto di Alberto Muciaccia alla Torre dell’acqua di Angiolo Mazzoni alla Stazione Termini di Roma, opera immaginifica che ha permesso ad AR Magazine 121 di partire sul binario della ricostruzione storica, dal moderno ai nostri giorni.

 

Marco Maria Sambo – Direttore Editoriale e Coordinatore Scientifico AR MAGAZINE

Erilde Terenzoni – Collaborazione scientifica per il numero 121 di AR MAGAZINE

AR 121